Anche se non è proprio di quello che voglio parlare.

È più quanto il giudizio di qualcuno a cui teniamo davvero può influenzare l’idea che abbiamo di noi stessi.

La tua storia è solida, il tuo compagno ti ama e tu sei soddisfatta perché negli anni sei riuscita a costruirti una carriera di tutto rispetto, lavorando duro e combattendo con la fatica di affermarsi che ogni giovane donna con una formazione deve affrontare.

Ed ecco che un giorno proprio il tuo compagno, davanti alla TV, ti dice che sì, insomma, la tua carriera non vale così come pensi, che in fin dei conti l’azienda in cui lavori è piccola, che tutto sommato non hai responsabilità così grosse.

Combattuta tra la commozione e l’autocommiserazione rispondi che No, non è come crede, lui pensa sia così perché tu non gli hai mai spiegato proprio bene bene com’è, la tua azienda. Tu fai tante cose tutto il giorno, “non riesco neanche ad andare a fare la pipi sai.”

Sei lá che giustifichi le 45 ore di lavoro settimanali come un bambino qualunque beccato con le mani nella marmellata, ti accorgi presto che lui non ti ascolta.

Si, ti dice, ma perché la sera non vai a farti una corsa, perché non impari a fare il pane, ti dice. Perché non fai di più, altro, meglio.

Ed ecco che già mentre tossicchiando per nascondere la ferita ti alzi e vai a prepararti per la notte, la mezza idea di mollarlo a lui e la sua boria, così ti prende.

Ma un’altra sensazione si fa strada in te. La senti che prude finché ti fai la doccia, si fa strada finché ti guardi allo specchio, ti risuona nelle orecchie mentre provi a prendere sonno.

Forse davvero non vali nulla. Forse davvero la tua carriera non è così sfavillante come pensi tu, forse sei solo Cenerentola, e quella non è una carrozza, ma una zucca.

Le convinzioni crollano e tu ti senti persa. Ma come? Con tutto quello che hai dato, faticato, regalato al tuo lavoro, proprio in casa, dove dovresti sentirti al sicuro, il seme del dubbio è piantato nel fertile terreno della tua insicurezza, perché sei una donna, perché sei giovane, perché ancora qualche anno è poi basta. Stop.

Come reagireste voi?

Domani vi racconto come ho reagito io.

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