Ho lavorato in un’azienda cosmetica per un periodo di tempo sufficiente a capire quanto incida in modo importante il packaging sul prezzo del prodotto che acquisti. Mi occupavo del marketing del brand e le riunioni sulla scelta della confezione, flacone, vasetto o tubetto che fosse, e dell’involucro in carta eventuale prendevano ore. Perché come tanti libri si scelgono per la copertina, così avviene spesso per un cosmetico. Il packaging parla del prodotto, ti convince della sua efficacia, ti fa credere di aver comprato bene, di aver comprato qualità. Spesso è utile perché ti racconta una storia, le proprietà degli ingredienti, le modalità d’uso e la vision dell’azienda. Altre volte, è INUTILE ed incide troppo e negativamente sul prezzo del prodotto (e sull’ambiente). In questo modo non investi in un INCI efficace e di qualità, ma su elementi che finiranno nel cestino. Visto che tali prodotti hanno un altissimo fascino verso chi acquista, ecco 5 esempi qui sotto da cui devi stare alla larga. E occhio ai prezzi.

1. fialette MONODOSE

Queste mini ampolle contengono trattamenti mirati e generalmente SOS per situazioni particolarmente critiche. Assolutamente inutili nel packaging in quanto basterebbe un vasetto in vetro per contenere il trattamento, specificando nelle modalità d’uso la quantità da utilizzare (ad es. la grandezza di un chicco d’uva, di caffè, una noce). Tutte noi saremmo in grado di usarlo, anche se non fosse predosato.

Absolution, la cure peau nette, trattamento viso urto € 57.00

2. IL PRODOTTO PERSONALIZZATO

Il prodotto custom vende sempre bene. Ma non sempre l’efficacia è reale. Nella linea Clinique ID per esempio, la formulazione del gel base e delle ricariche è davvero blanda, (una bella recensione qui) alla pari di un regolare gel idratante di fascia media. Quello che a detta del brand lo rende speciale è la possibilità di personalizzare il trattamento. Clinique lo fa con una cartuccia che puoi scegliere in base alla tua necessità e al tuo tipo di pelle. Ovviamente ogni cartuccia ha un packaging primario in plastica e uno secondario in carta, ma l’efficacia della formulazione resta dubbia. L’effetto placebo è assicurato, quando il cliente pensa “finalmente una formula adatta a me.” Sbagliato. E la brillante idea del marketing team di Clinique va tutta sul prezzo che paghi in profumeria.

Clinique ID, base + cartuccia, trattamento viso € 55.00

3. TRATTAMENTI da preparare

Subito dopo il prodotto custom (ma in realtà si tratta un fake), segue con altrettanto enorme ed inspiegabile successo, il prodotto da comporre. Il produttore ti fornisce tutti gli ingredienti confezionati separatamente e tu li devi, a seconda dei casi, mischiare, shakerare, mescolare, versare, dosare. Chissà perché in tutte noi risiede un piccolo chimico represso e ci piace pensare di essere un po’ tutte esperte di skin care capaci di preparare da sole i propri prodotti. Le aziende lo hanno capito e marchi come Dr.Jart+ hanno fatto di questo procedimento il loro marchio di fabbrica. Inutile dire che confezionare separatamente tutti i processi della preparazione del trattamento ha un costo (anche ambientale) e che il marketing team che ha pensato tutto questo va pagato. Indovina chi ne fa le spese?

Dr.Jart SHAKE & SHOT maschera in gomma, € 9.50

4. confezioni giocose

Ormai dovrebbe essere universalmente riconosciuto: il packaging va ridotto al minimo! Ne sa qualcosa il famoso brand coreano TonyMoly che è famoso per scegliere per i suoi prodotti packaging originali, in plastica e impossibili da riciclare. Con formulazioni dagli INCI non particolarmente sorprendenti, è un brand che viaggia su costi medio alti. Il suo successo? Confezioni che ricordano ortaggi, dolciumi e animaletti in perfetto stile Kawaii (lo so è giapponese e non coreano, ma rende l’idea). Quando lavoravo nel settore, il nostro fornitore di packaging riforniva anche loro e il prezzo dei flaconi mi lasciava davvero a bocca aperta. Ma ancora una volta, chi credi che debba pagarli? Tu! Un motivo in più per NON sceglierli.

Tony Moly. Moisture boost eye cream, trattamento occhi, € 16.50

5. OH NO, I GLITTER

Come sapete i glitter sono elementi davvero impossibili da riciclare e inquinanti al massimo grado. Un valido motivo per utilizzare prodotti che NON li contengono giusto? Eppure moltissimi brand li utilizzano per rendere i loro prodotti più glamour, divertenti e dare una sensazione di luminosità e radiance alla pelle soprattutto nei trattamenti viso. I glitter però, a parte qualche rarissima e particolare occasione, scientificamente non hanno alcun tipo di beneficio riconosciuto per la pelle, e anzi, possono occludere i pori e sono impossibili da rimuovere del tutto, sono inoltre molto costosi. Credo che non serva dire altro.

Sunday Rain, glitter eye mask, € 11.00

5. le capsule

Stiamo cercando di liberarci per sempre delle capsule per il caffè che inquinano il nostro pianeta, ed ecco che l’industria cosmetica, per non essere da meno, decide di introdurre anche le sue. Non ne sentivamo il bisogno, ma esistono e non costano poco. Lancôme infatti, ci presenta questa carissima crema idratante (resta pur sempre una crema, non è un miracolo in vasetto) che una volta terminata si può riacquistare in comodissime capsule in plastica da inserire nel vasetto. Non mi è chiara l’utilità di questo packaging, in quanto il vetro è un ottimo materiale per conservare i principi attivi e sappiamo bene che l’unico trucco per far durare più a lungo una crema o un trattamento una volta aperti è di metterli in frigorifero. Una volta che la capsula è stata aperta infatti, ha la stessa validità di qualsiasi altro contenitore. Il prezzo però, quello sì che fa la differenza.

Lancôme, Absolue l’extract elisir, crema ricaricabile, € 393.00

Credo che sia chiaro a tutte noi, che prima di acquistare prese dall’entusiasmo, dobbiamo fermarci un attimo e pensare. Dietro i prodotti che acquistiamo c’è un team di esperti di marketing (sono una di loro, credetemi), che ci conosce bene e che sa che vogliamo prepararci la crema da sole/vogliamo utilizzare tanti strumenti colorati/vogliamo una crema a forma di carotina. E ci dà quello che vogliamo, grazie a grafici molto esperti, a produttori di scatoline, di siringhe di flaconi, che non vedono l’ora di soddisfare le loro richieste. Certo, magari visto che il flacone sembra una piccola foca, l’INCI non sarà dei migliori, magari la formula ti causerà un pò di bruciore, la pelle sarà un pochino irritata, ma non si può avere tutto no? Allora fai così, pensa che almeno il 30% del prezzo che paghi è costituito dal packaging. Non ti infastidisce dover sborsare di più solo perché il prodotto è confezionato in ampolle/capsule/ricariche? Non vorresti forse un buon prodotto, efficace, delicato sulla pelle e veramente adatto a te? Allora esci dalla profumeria pop e su Google cerca i brand con packaging semplici, in carta, senza orpelli inutili e con formulazioni di alta categoria. Saprai per certo che il prezzo che paghi, anche se alto, è tutto lì, nella crema che metti al mattino, nella maschera che ti fai per coccolarti un pò, nel siero che idrata la tua pelle. Vedrai e sentirai quel valore, non nella plastica di un flacone, ma su di te. Non è meglio?

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