La base delle nuove teorie sull’economia circolare, prevede di acquistare nuovi beni solo quando non vi sia possibilità di riutilizzo di beni già esistenti. Questo, tradotto, significa che prima di comprare qualcosa di nuovo, dovremmo verificare di poter riutilizzare quello che già abbiamo.

Riduci, riutilizza, ricicla.

Questo si applica soprattutto nel caso in cui un oggetto possa venire riparato invece che sostituito. E’ una filosofia che abbiamo considerato antiquata per moltissimo tempo, ma che ultimamente deve essere ripresa in considerazione alla luce dell’attuale situazione ambientale ed economica che sta interessando tutti noi. Per esempio i nostri nonni acquistavano capi di abbigliamento che utilizziamo ancora oggi, o che ritroviamo nelle botteghe vintage. Ti sei mai chiesta se un capo di fast fashion potrebbe durare venti o trent’anni? Probabilmente no, visto che dopo neanche due stagioni viene solitamente gettato nella raccolta indumenti o eliminato. E non ne sentiamo neppure la mancanza! Questo perché l’industria commerciale grazie ad una buona dose di marketing, è riuscita a convincerci che gli oggetti che acquistiamo saranno fuori moda dopo pochissimo tempo. Ci hanno, in pratica, educati a comprare. Questo concetto non si applica solo all’industria della moda, ma anche a quella tecnologica, dell’automobile e del beauty per esempio.

Entrare nella spirale del riutilizzo però non è così semplice. Molti degli oggetti che acquistiamo non sono proprio fatti per essere riparati e spesso il loro valore è molto inferiore al costo dell’intervento. Ma ci sono modi per entrare a piccoli passi nell’economia circolare e ridurre al minimo il nostro impatto ambientale. Eccone dieci qui sotto:

1. partecipa ad uno swap party

Invece di gettare via i residui della tua ultima pulizia armadi, partecipa ad uno swap party. Sono incontri in cui le persone possono trovarsi per scambiare letteralmente oggetti. Questo è un metodo valido per articoli come DVD, libri, arredamento, videogiochi. Se ti serve qualcosa, forse potrai trovarlo lì, e se non sarà così, almeno avrai conosciuto persone che sono interessate come te all’economia circolare e che ti daranno utili consigli. In ogni caso qualcuno potrebbe essere interessato a ciò di cui ti vuoi liberare, e non dovrà acquistare qualcosa di nuovo.

2. riconsidera i negozi dell’usato

I negozi dell’usato sono la versione commerciale degli swap party. Puoi trovarci di tutto e fare davvero affari. Una volta ho trovato una tisaniera che non era mai stata utilizzata, pagandola un quarto del suo prezzo originale. Ho avuto molta fortuna, ma questo tipo di negozi sta diventando sempre di più una rete organizzata, e se li frequenti con regolarità puoi trovare quello che cerchi. Senza contare che puoi lasciare gli oggetti di cui vuoi disfarti e nel caso in cui vengano venduti, avere anche un piccolo guadagno. Non dimenticare inoltre che anche negozi on line come Amazon prevedono la vendita di oggetti usati e ricondizionati. Prima di acquistare un nuovo smartphone per esempio, potresti dare un’occhiata alla sezione Amazon Second Chance per avere a disposizione una vastissima scelta di articoli di seconda mano e per vendere ciò che non ti serve più, ma che funziona ancora.

3. NON ROMPERE LE SCATOLE!

Se hai bisogno di contenitori o scatoloni, acquistarli è davvero l’ultima cosa che dovresti fare. Ogni supermercato si disfa di almeno una cinquantina di scatoloni di varie dimensioni al giorno, mentre i fruttivendoli eliminano cassette per la frutta ogni sera. Potrai avere il tutto in modo completamente gratuito, basta chiedere a un addetto. Alcuni hanno anche la versione delle cassette in legno, che saranno felici di cederti, e che potrai trasformare in portavasi, portariviste o altri complementi d’arredo perfettamente in linea con uno stile rustico o shabby chic e che ti aiuteranno ad organizzare e tenere in ordine la tua casa.

4. riutilizza i vasetti

Le nostre nonne lo hanno sempre fatto per confezionare le loro ottime marmellate e conserve, ma puoi farlo anche tu. Acquista generi alimentari venduti in vetro, come yoghurt, sughi, latte. Potrai riutilizzarli quante volte vorrai e potranno diventare davvero utili per riorganizzare la tua dispensa o contenere gli avanzi.

5. i mille usi del cotone

Le vecchie magliette o i tessuti in cotone possono essere riutilizzati come panni per la pulizia, e funzionano alla grande su vetri e superfici dure. Puoi inoltre lavarli ad alte temperature per igienizzarli a fondo. Le vecchie lenzuola possono essere utilizzate anche per confezionare teli e lenzuolini per i tuoi animali domestici. Ricorda però di non gettarle mai. Se non vuoi o non puoi riutilizzarle, portale al rifugio per animali della tua zona, insieme a vecchie coperte e tessuti in genere. Saranno molto apprezzate!

6. dona

Gli abiti possono essere donati alle associazioni di volontariato che si occupano di redistribuirli a chi ne ha più bisogno. I tessuti che non possono essere indossati solitamente vengono venduti per il riutilizzo e il riciclaggio e i proventi vengono utilizzati dalle stesse associazioni. Questo capita per esempio per la raccolta indumenti effettuata attraverso i classici bidoni gialli. Questi tessuti hanno diverse destinazioni, ma non vengono distrutti, quindi se ti interessa, contatta il tuo comune per avere informazioni più dettagliate.

7. il doppio lato dei fogli

Anche in ufficio si può prendere mano con l’economia circolare. Prima di stampare, verifica di avere effettiva necessità di avere le informazioni su un foglio di carta, e solo dopo stampa. Quando i fogli su cui hai stampato non ti serviranno più, raccoglili in un contenitore per riutilizzarli come fogli destinati agli appunti o per stampe successive dal lato bianco. Informa anche i tuoi colleghi, in modo che tutti possano familiarizzare con la nuova procedura e se puoi, opta sempre per la stampa fronte retro.

8. non gettare gli avanzi

I tuoi avanzi di cibo possono essere riutilizzati in moltissimi modi, ma in rarissimi casi vanno gettati! Gioca con la creatività, e trova un possibile alleato nelle uova. Esse ti permettono di preparare una frittata con quasi qualsiasi cosa tu abbia avanzato per cena, e trasformarlo in un pranzo veloce per il giorno dopo. La frittata funziona anche con la pasta, e diventa un buonissimo piatto tipico della tradizione italiana meridionale. Se però ti trovi a corto di ispirazione e le uova non sono un’opzione, esistono moltissime app che ti permettono di riciclare gli avanzi di cibo e trasformarli in veri e propri manicaretti. Una di queste è Magic Fridge: semplicemente inserendo gli ingredienti a tua disposizione, ti propone numerose ricette da preparare oltre ad adattarsi perfettamente al tuo regime alimentare secondo una serie di parametri.

10. meno imballaggio

Quando acquisti in un supermercato, prediligi articoli sfusi o che abbiano un imballaggio minimo. Sono sempre di più i supermercati che mettono a disposizione il self service per alimenti quali frutta, verdura e cereali. Da qualche tempo anche i detersivi sfusi sono sempre più diffusi. L’unica cosa da fare è portare i propri contenitori (io utilizzo la stessa bottiglia di detersivo da anni) e riempirli. L’efficacia è garantita, come anche il minimo impatto ambientale possibile. Oltre al fatto che anche i tuoi viaggi verso il bidone della plastica diminuiranno. Puoi farlo anche con il latte, infatti diversi comuni mettono a disposizione piccole stazioni con latte fresco appena munto con contenitori in vetro (che puoi sterilizzare). Lo stesso vale per frutta e verdura: evita quelle già tagliate e pronte al consumo in contenitori di plastica. Anche il tuo portafoglio ne sarà felice (i cibi più processati hanno ovviamente un costo maggiore). In alternativa scegli prodotti con imballaggi in carta o facilmente divisibili per il corretto smaltimento.

EXTRA STEP. monitora le tue scorte di acqua

Diversi comuni in Italia mettono a disposizione stazioni di approvvigionamento acqua. Basta portare la propria bottiglia e riempirla. Scegliere questo servizio, oltre a quello della tua regolare acqua del rubinetto, aiuta a diminuire la nuova produzione di bottiglie di plastica che sono una vera e propria piaga per l’ambiente. Moltissime aziende di imbottigliamento, come Uliveto, stanno correndo ai ripari utilizzando unicamente plastica riciclata per le loro bottiglie, ma ancora non è abbastanza. In commercio esistono borracce in vetro, personalizzabili e trendy, che durano letteralmente una vita e non rilasciano sostanze nell’acqua dopo diversi utilizzi come invece fa la plastica (che ti ricordo, anche lasciata al sole altera la composizione dell’acqua al suo interno. Pensa a quante volte in spiaggia hai bevuto da una bottiglietta bollente). Le borracce del marchio LifeFactory per esempio, sono avvolte da una guaina colorata in gomma ecologica atossica che le rende praticamente indistruttibili e possono essere scomposte fino ad avere solo la parte in vetro che può essere lavata anche in lavastoviglie e sterilizzata ad alte temperature. Il marchio produce anche biberon e bottiglie per bambini.

Cominciando da questi piccoli passi, entrerai nel mondo del riuso con semplicità e senza stravolgere le tue abitudini. Se hai domande sul riuso o in generale sull’argomento di questo post, contattami su Facebook o Twitter.

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