La quarantena ci dona un sacco di tempo libero a casa. Una buona idea è quella di revisionare il nostro curriculum e prepararci a dare una svolta alla nostra carriera, alla luce della futura trasformazione del mercato del lavoro. Nella mia vita ho affrontato centinaia di colloqui di lavoro, alcuni in grandi multinazionali, alcuni in piccole aziende familiari. Nel tempo, ho imparato come muovermi e cosa non dire, oltre ai tasti da premere al momento giusto per fare buona impressione e devo ammettere che raramente non sono stata scelta. A fondo articolo troverai un fac simile di domande che generalmente vengono poste ad un colloquio di lavoro. Puoi esercitarti su quelle, e smussare via via gli aspetti che ti convincono meno. Ecco quindi i miei consigli su come superare indenni le domande più ardue al colloquio per il posto dei tuoi sogni!

1. sii concisa

Quando ti presenti ad un colloquio, le domande che possono porti sono diverse. Alcune sono semplici, altre hanno bisogno di un ragionamento approfondito prima di rispondere. Ma attenzione, anche i quesiti più trasparenti possono portarti a dare l’impressione sbagliata. Resta focalizzata e non dire più del necessario. Rispondi con chiarezza, con tono fermo e a voce alta. Fatti sentire e fai sentire quanto vuoi quel lavoro.

2. non darti arie

Ti verrà sicuramente chiesto di riassumere il tuo percorso scolastico. Che tu abbia frequentato una scuola d’arte, che tu abbia una specializzazione ad Harvard o per cause diverse non abbia potuto proseguire i tuoi studi come avresti voluto, non strafare. Sii trasparente. Elenca i tuoi successi accademici, ma senza esagerare (non dare il voto di laurea se non ti viene richiesto, anche se si tratta di un 110 e lode). Spiega il perché delle tue scelte formative e argomenta quali erano i tuoi piani quando hai scelto una o l’altra università. Ricordati di usare anche un po’ di furbizia: se sei stata bocciata più volte oppure se per le troppe assenze hai dovuto cambiare scuola, non serve comunicarlo, magari buttandola sul ridere. La stessa cosa vale se non sei riuscita a farti ammettere all’Università dei tuoi sogni perché non hai raggiunto un punteggio sufficiente al test di ammissione. Meglio restare in argomento e non voler fare le simpatiche.

3. lascia il passato dov’è

Dovrai sicuramente riassumere il tuo passato lavorativo, seguendo un ordine cronologico. E’ giusto far capire grazie a cosa hai guadagnato esperienza e come sai fare quello che sai fare. Dove hai imparato e dove ti sei formata lavorativamente. Ma anche qui vale la regola d’oro di non parlare più del necessario. Procedi per punti, lasciando da parte gli impieghi che non hanno relazione con quello per cui ti stai proponendo. Spiega approfonditamente quali sono le tue capacità che in base al lavoro che desideri, possono essere dei punti a tuo favore. Non dilungarti, sarà l’interlocutore a chiederti ulteriori informazioni se necessario.

4. non prendere confidenza

Una battuta, se ben escogitata, può farti risultare più simpatica e alla mano. Ma non esagerare e se non sei sicura in te stessa, lascia perdere. Non fare domande troppo ardite, e non buttare tutto sul ridere perché sei nervosa. Ricorda che non solo loro stanno valutando te, ma vale anche il contrario. Hai perfettamente diritto a fare domande su quello che non ti è chiaro, ma lascia le questioni come stipendio, pause e bonus, ad un eventuale incontro successivo. Importante è invece chiedere quale tipo di contratto è offerto. Non fare commenti sulle risposte che ti vengono date, ma riservati di valutare a mente fredda.

5. SOGNA CON CRITERIO

Alcune domande non possono essere preparate. Altre sì. L’importante è fermarsi qualche minuto a riflettere prima di rispondere. La regina delle domande con risposte confuse è “Dove ti vedi tra cinque anni?”. Non puoi rispondere con verità come “Al tuo posto.” oppure “Sicuramente non qui”. E altre risposte possono, anche se genuine e trasparenti, non farti fare bella impressione: “Sposata con 5 figli e un cane.” La soluzione migliore è rispondere con una sincerità filtrata. Ovviamente la domanda è rivolta ad un futuro lavorativo (quindi non importa se sposata o meno, con figli o meno). Puoi permetterti di sognare in grande. Ma non volare troppo alto. Spiega quali sono i tuoi progetti, ma mantienili sempre in linea con quello che è il ruolo per cui ti stai presentando. Non voler dimostrare che sai fare di più e meglio, perché la persona che sta valutando la tua candidatura sa bene quali sono le caratteristiche che sta cercando, cerca di attenerti a quello che il loro offre. Resta allineata e focalizzata. Una buona risposta per esempio può essere che certo, sei molto ambiziosa, davvero tanto. Ma che sei consapevole che per arrivare in alto bisogna saper percorrere un gradino alla volta e che tu hai tutto l’entusiasmo e l’umiltà necessari per imparare. I cinque anni? Puoi usarli per familiarizzare con tutta la catena lavorativa aziendale, capire ogni processo e farlo tuo. E chissà il futuro cosa ti riserverà.

Trovi un fac simile di domande di un colloquio di lavoro per esercitarti QUI. Prova a rispondere seguendo i consigli di questo articolo.

Ogni colloquio è diverso, ma segue anche sempre un medesimo percorso. Il consiglio generale è di tenere i tuoi sogni al sicuro, e di svelarli piano piano, quando sei sicura che la strada che stai percorrendo è quella giusta. Se non sarà così, non perdere l’entusiasmo e muoviti nel mercato del lavoro finché non sarai soddisfatta. Le strade per il successo sono molteplici, ma tutte partono da un colloquio. Buona fortuna!

Se hai domande sui colloqui di lavoro o in generale sull’argomento di questo articolo, scrivimi sulla mia pagina Facebook o su Twitter.

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